Sintesi.Cincinnato dovrà essere decapitato – non si sa quando, non si sa da chi – e nell’attesa
trascorrono i giorni nella fortezza di Totona dove è rinchiuso.
Intanto una bislacca processione di personaggi cincinnateschi lo visita e lo inquieta, lo esorta a emendarsi e a pentirsi, ma
egli non sa di cosa dovrebbe pentirsi. Anche la sua colpa è infatti oscura, indeterminata, sfuggente. Viene quasi fatto di pensare che sia stato condannato non per ciò che ha fatto, ma per ciò che egli è.
Commento.
Racconta una leggenda che lo scrittore Vladimir Nabokov, nel 1960, sia passato per Monticchiello alla ricerca di una rara farfalla, la Cethosia penthesilea.
L’anno precedente aveva rimesso mano ad un suo romanzo del 1934, Priglašenie na kazn’, approntandone una traduzione in inglese con l’aiuto del figlio Dmitri.
Vuole la
leggenda che alcuni appunti di quella traduzione andassero perduti nel vallone sottostante al Colle Mosca, per poi essere ritrovati e trascritti in bella copia solo molti anni più tardi.
Non
so se faccio bene a dirlo, trattandosi di una leggenda, ma la trascrizione di quegli appunti è giunta nelle mani del sottoscritto che, con leggerezza e incoscienza, ha voluto trarne il presente adattamento
teatrale che consentisse di riunire in un’unica, strampalata compagnia alcuni dei vecchi attori del borgo con giovani di tutt’altre parrocchie.
Il risultato di questa impresa lo lascio
giudicare al pubblico, ma non posso non rimarcare l’assurdità di questa operazione che ogni buon critico bollerebbe come pretenziosa e arrogante. Pur tuttavia il risultato è uno spettacolo bizzarro,
stravagante, starei per dire, cincinnatesco.
E comunque imperdibile.
C.P.