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Il favoloso Cincinnato

di
Carlo Pasquini

TEATRINO DELLA COMPAGNIA

Sabato 23 aprile - ore 21.30
Lunedì 25 aprile – ore 21.30
Martedì 26 aprile – ore 21.30
Venerdì 6 maggio – ore 21.30
Sabato 7 maggio – ore 21.30
Domenica 8 maggio – ore 18.00

Personaggi ed Interpreti
Cincinnato   Tiziano Veltri
M’sieur Pierre   Kostantin Kilin
Marta    Giulia Ricci
Il Direttore Rodrig Ivanovi¥   Albo Bonari
Rodiòn   Marco Barbi
Il Ragno   Pina Ruiu
L’Avvocato Roman Vissarionovi¥    Gabriele Valentini
Emmie   Giulia Garosi
Cecilia C.   Denise Rappuoli
Moglie del Direttore   Rita Pellegrini
Telegrafista con belle gambe   Franca Cugusi
Donna delle pulizie   Valentina Bischi
Capo contabile   Maria Bonifazi
Dottore    Daniele Mangiavacchi
Bibliotecario   Andrea Giorgi
Nonno di Marta   Arturo Vignai
Madre di Marta   Maria Bonifazi
Gemelli    Pierluigi Bonari Giampiero Giglioni Polimanti Mangiavacchi
Victor   Gabriele Valentini
Il Giudice   Daniele Mangiavacchi
La Banda    Banda di Monticchiello
(Maestro Alpo Mangiavacchi)

Regista collaboratore   Laura Fatini
Macchinista costruttore   Franco Dottori
Macchinista   Alessio Casini
Luci   Giaccio Trabalzini
Costumi   Noemie Grottini
Scena   Giuseppe Ragazzini
Adattamento e Regia    Carlo Pasquini

Liberamente tratto dal romanzo “Invitation to a Beheading”
di Vladimir Nabokov (1899-1977)

Sintesi.

Cincinnato dovrà essere decapitato – non si sa quando, non si sa da chi – e nell’attesa

trascorrono i giorni nella fortezza di Totona dove è rinchiuso.

Intanto una bislacca processione di personaggi cincinnateschi lo visita e lo inquieta, lo esorta a emendarsi e a pentirsi, ma egli non sa di cosa dovrebbe pentirsi. Anche la sua colpa è infatti oscura, indeterminata, sfuggente. Viene quasi fatto di pensare che sia stato condannato non per ciò che ha fatto, ma per ciò che egli è.

Commento.

Racconta una leggenda che lo scrittore Vladimir Nabokov, nel 1960, sia passato per Monticchiello alla ricerca di una rara farfalla, la Cethosia penthesilea.

L’anno precedente aveva rimesso mano ad un suo romanzo del 1934, Priglašenie na kazn’, approntandone una traduzione in inglese con l’aiuto del figlio Dmitri.

Vuole la leggenda che alcuni appunti di quella traduzione andassero perduti nel vallone sottostante al Colle Mosca, per poi essere ritrovati e trascritti in bella copia solo molti anni più tardi.

Non so se faccio bene a dirlo, trattandosi di una leggenda, ma la trascrizione di quegli appunti è giunta nelle mani del sottoscritto che, con leggerezza e incoscienza, ha voluto trarne il presente adattamento teatrale che consentisse di riunire in un’unica, strampalata compagnia alcuni dei vecchi attori del borgo con giovani di tutt’altre parrocchie.

Il risultato di questa impresa lo lascio giudicare al pubblico, ma non posso non rimarcare l’assurdità di questa operazione che ogni buon critico bollerebbe come pretenziosa e arrogante. Pur tuttavia il risultato è uno spettacolo bizzarro, stravagante, starei per dire, cincinnatesco.

E comunque imperdibile.

                                                              C.P.

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