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La luce si accende nella piazza, già peraltro leggermente illuminata, dove è sistemato un praticabile di discrete dimensioni e che ripete la geometria della piazza stessa, alto quanto basta a che il pubblico abbia una buona visibilità, sopra il quale sta, piuttosto vicino al proscenio, un tavolo e poco più in là, verso il cento, una specie di colonna quadrangolare, alta circa 3 metri, alla quale è appeso il manifesto che annuncia la conferenza stampa per la presentazione del progetto del museo del teatro popolare tradizionale toscano. Due o tre ragazze dell’ufficio stampa si danno da fare a che tutto sia a posto. Da qualche parte sono sistemati alcuni vistosi vasi di fiori.
- Nel corso di questi preliminari le ragazze accolgono uno o due giornalisti che arrivano prima dell’inizio della conferenza stampa, ma che dicono che se ne devono andare perché
devono partecipare ad un’altra conferenza stampa. Prendono le cartelline a loro destinate, le sfogliano con apparente interesse, confabulando rapidamente tra loro ed escono; non prima di aver
salutato le due fanciulle ed averle rassicurate circa il fatto che loro, comunque, il “ pezzo” lo faranno. - La scena resta temporaneamente e brevemente vuota se si escludono le
ragazze dell’ufficio stampa che continuano a darsi da fare per predisporre quanto servirà al conferenziere. - Il clima deve essere moderatamente sovraeccitato. -
Arriva ora un’altra giornalista. Stesso rituale di prima; solo che questa rimane e allora viene accompagnata in una delle sedie riservate alla stampa. In platea. - Pochi
attimi e finalmente, accompagnato de un giovane che gli dà il braccio, arriva il signore che tiene la conferenza. Licenzia il giovane , chiama le fanciulle dell'ufficio stampa e finalmente prende
posto al tavolo. Mentre giungono, trafelati, altri due giornalisti, un uomo e una donna, che vengono a loro volta accompagnati nei posti riservati. - Intanto il conferenziere
aggiusta alcuni appunti, si concentra e poi, finalmente, comincia a parlare. |