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Visitare TEPOTRATOS non è come visitare un museo, è un'esperienza sensoriale che ci riporta nell'atmosfera del
teatro popolare e nel suo contesto culturale e sociale. L'allestimento è "scenografico" bisogna predisporsi perciò ad assistere ad uno spettacolo, anzi a partecipare ad uno spettacolo, dimenticando, anche se per breve
tempo, la fretta; nelle sale infatti non soltanto ci si immerge nelle suggestioni create dalle voci, dai suoni, dalle immagini che via via affiorano, ma ci si deve anche muovere seguendo i suggerimenti della luce che
invita a curiosare dietro le pareti lignee o che sottolinea angoli nascosti che pian piano si rivelano; si è invitati, insomma, ad interagire con ciò che si vede e lasciarsi emozionare. |
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L'ingresso
con i televisori che trasmettono contemporaneamente immagini da tutto il mondo è il prologo di questo "spettacolo" è il mondo moderno da cui i visitatori arrivano e che subito si lasciano alle spalle entrando
nella Camera Oscura, nella prima "scena". Nella penombra, e ci si può sedere, si sentono voci e rumori di vita, si vedono immagini e oggetti di un mondo che non c'è più. Gli oggetti vanno scoperti, nascosti
negli anfratti delle pareti, sotto i sedili, quasi fossero dei reperti archeologici. Ogni tanto, prepotentemente, la realtà attuale torna a riproporsi con ironici messaggi pubblicitari. Il corridoio sonoro
è la seconda scena. Si attraversa uno spazio pieno di colori con immagini di dame, cavalieri, santi. Voci che declamano versi di Dante e Ariosto si alternano a voci che cantano brani di teatro popolare. Le storie dei Bruscelli o dei Maggi infatti, sono spesso le stesse trattate dall'epica e dalla letteratura alta. Non resta che dedicare qui qualche minuto ad un lento attraversamento.
La sala reattiva, è la più grande e la più ricca di "attrezzi di scena". Due "concrezioni", sculture che trattengono al loro interno come fossili alcuni oggetti della vita contadina, dominano la sala. I
pannelli di legno nascondono una grande raccolta di oggetti da lavoro e di uso quotidiano dei contadini. Nel pozzo scorre il fiume della storia dove affiorano frammenti di vita. Poi, avvicinandosi alle immagini dei 12
mesi poste sul pavimento, si aziona la proiezione di documenti filmati e fotografici relativi alle forme di teatro popolare, alle tradizioni o ai lavori che si svolgono, o si svolgevano, nei vari periodi dell'anno in
Toscana. Dopo dicembre si illumina La sala delle figure in trasparenza, che suggeriscono che gli attori di questi spettacoli erano uomini comuni, lavoratori, non professionisti e dove si vedono anche alcuni
oggetti di scena posti su delle stele. Poi…Quando vorrai vedermi guarda nel tuo cuore e mi vedrai perché non c'è morte per i viventi
e noi siamo rami della medesima pianta che ha le radici nel cielo |
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