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Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano

Scontri di cavalieri che cantando
combattevano con spade di legno
befanate falò e giri di questua
sono stati definiti
"teatro popolare tradizionale"
da uomini dotti
che li guardarono con distaccata curiosità
come relitti d'antichi riti
custoditi da ignari contadini.
Non compresero i dotti che quell'uso
di attendere la primavera
e cantare il maggio
e danzare e duellare sull'aia
era un modo di vivere la vita
e di sentire la bellezza e l'arte
della cui diversità
si arricchisce ancora il nostro mondo

Amministrazione Provinciale di Siena
Comune di Pienza
Compagnia del Teatro Povero di Monticchiello
Regione Toscana
Unione Europea

Visitare TEPOTRATOS non è come visitare un museo, è un'esperienza sensoriale che ci riporta nell'atmosfera del teatro popolare e nel suo contesto culturale e sociale. L'allestimento è "scenografico" bisogna predisporsi perciò ad assistere ad uno spettacolo, anzi a partecipare ad uno spettacolo, dimenticando, anche se per breve tempo, la fretta; nelle sale infatti non soltanto ci si immerge nelle suggestioni create dalle voci, dai suoni, dalle immagini che via via affiorano, ma ci si deve anche muovere seguendo i suggerimenti della luce che invita a curiosare dietro le pareti lignee o che sottolinea angoli nascosti che pian piano si rivelano; si è invitati, insomma, ad interagire con ciò che si vede e lasciarsi emozionare.

 

L'ingresso con i televisori che trasmettono contemporaneamente immagini da tutto il mondo è il prologo di questo "spettacolo" è il mondo moderno da cui i visitatori arrivano e che subito si lasciano alle spalle entrando nella
Camera Oscura, nella prima "scena". Nella penombra, e ci si può sedere, si sentono voci e rumori di vita, si vedono immagini e oggetti di un mondo che non c'è più. Gli oggetti vanno scoperti, nascosti negli anfratti delle pareti, sotto i sedili, quasi fossero dei reperti archeologici. Ogni tanto, prepotentemente, la realtà attuale torna a riproporsi con ironici messaggi pubblicitari.
Il corridoio sonoro è la seconda scena. Si attraversa uno spazio pieno di colori con immagini di dame, cavalieri, santi. Voci che declamano versi di Dante e Ariosto si alternano a voci che cantano brani di teatro popolare. Le storie dei Bruscelli o dei Maggi infatti, sono spesso le stesse trattate dall'epica e dalla letteratura alta. Non resta che dedicare qui qualche minuto ad un lento attraversamento.
La sala reattiva, è la più grande e la più ricca di "attrezzi di scena". Due "concrezioni", sculture che trattengono al loro interno come fossili alcuni oggetti della vita contadina, dominano la sala. I pannelli di legno nascondono una grande raccolta di oggetti da lavoro e di uso quotidiano dei contadini. Nel pozzo scorre il fiume della storia dove affiorano frammenti di vita. Poi, avvicinandosi alle immagini dei 12 mesi poste sul pavimento, si aziona la proiezione di documenti filmati e fotografici relativi alle forme di teatro popolare, alle tradizioni o ai lavori che si svolgono, o si svolgevano, nei vari periodi dell'anno in Toscana. Dopo dicembre si illumina
La sala delle figure in trasparenza, che suggeriscono che gli attori di questi spettacoli erano uomini comuni, lavoratori, non professionisti e dove si vedono anche alcuni oggetti di scena posti su delle stele.     Poi…

Quando vorrai vedermi
guarda nel tuo cuore e mi vedrai
perché non c'è morte per i viventi
e noi siamo rami della medesima pianta
che ha le radici nel cielo

E per raggiungere il "luogo delle radici" si sale la scala che abbraccia la querce posta al centro. Salita che può rassomigliare ad un lungo piano-sequenza che consente di avere una visione d'insieme di tutto l'allestimento. E una volta giunti si può assistere alla proiezione di un breve filmato composto in buona parte dallo spettacolo che il Teatro Povero ha presentato nella stagione 2002 e che affronta il  rapporto tra la gente di Monticchiello e il museo.

La sala del plastico infine offre l'occasione per sapere qualcosa di più sul teatro popolare tradizionale: i pannelli riportano citazioni tratte dai testi degli studiosi di tradizioni e teatro popolare; al centro della sala un plastico della Toscana ci mostra la diffusione geografica e temporale delle varie forme di spettacolo tradizionale; e questo si può ottenere premendo i bottoni posti sulla plancia del mobile e leggendo quanto compare sullo schermo del piccolo monitor posto al centro.

A questo punto, terminata la visita, si può tornare ad aver fretta, ma prima, se si vuole, si può lasciare un segno della propria presenza sul "quaderno" posto sulla mensola di fronte al plastico.

        Grazie

tepotratos
Monticchiello - Granaio del Teatro

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ORARIO INVERNALE
(dal 2/11 al 15/3)

APERTURA
sabato, domenica e festivi

ORARI delle VISITE
10,00 - 11,00 - 12,00 - 15,00 - 16,00 - 17,00.

Si consiglia la PRENOTAZIONE
al n. 0578 755118