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IL TEATRO POVERO
Presenta:
“donna de paradiso”
(il pianto della madonna)
di
jacopone da todi


                 Ser Jacopo, procuratore legale e notaio appartenente alla famiglia todina dei Benedetti, diventa fra Jacopone dopo una conversione leggendaria (1268 circa) descritta, nelle numerose “vite”, in vari modi; fra cui quello che la fa risalire al fatto di aver visto il corpo della moglie, morta nel crollo di un balcone durante una festa da ballo, cinto dal cilicio. Da qui si comprende come la tematica mistica occupi un’amplissima zona del Laudario di Jacopone che, circa dieci anni dopo la conversione, compie il vero ingresso nell’ordine dei Minori.

                   Il nome “lauda” è stato applicato dagli studiosi ad una ballata di argomento sacro dove le “stanze” sono affidate ad un solista e il ritornello a ripresa al coro. “Donna de Paradiso” (nota anche come “Pianto della Madonna”) è ballata di settenari con qualche variante ottenaria ed è immersa nel dialogo concitato di tutto il testo dove si riconoscono, oltre alla voce di Maria, quella di un fedele nunzio (forse San Giovanni), la voce della folla e quella di Gesù.
In questa occasione l’azione teatrale è preceduta da una semplice lettura della lauda per consentire al pubblico di cogliere l’unità dell’espressione poetica. L’allestimento che presentiamo infatti, pur attenendosi rigorosamente al testo, se ne discosta intanto per l’intervento di un coro, esterno alla vicenda, cui è affidato il compito di aprire e concludere lo spettacolo oltrechè intervenire in altri momenti allo scopo di rafforzare il clima drammatico della lauda e poi per l’articolazione del dialogo  che si affida alla frammentazione (con la sostituzione della voce del nunzio con quella delle donne che sostengono Maria) ed alla ripetizione di alcune quartine oltrechè di alcuni versi, sì da richiamare e rafforzare l’intreccio di varie voci – presente nel testo – e che si può definire a rintocco.
(Si pensi ad esempio, alla parola “accurri” del quarto verso, al “succurri” del sedicesimo e ai due richiami, “succurre” al verso 20 e di nuovo “succurri” al verso 56).
Così le soluzioni descritte consentono di sottolineare quel clima di fortissima tensione drammatica che fa di questa ballata di argomento sacro, grazie anche al nome della lingua volgare di per sé fortemente evocativo, una delle più belle fra tutte le laudi del milleduegento.

chiesa prepositurale
16-17-21-25-26-27-30
aprile 2003
ore 21.30
INGRESSO Euro 5




I giudei di fronte al Cristo Crocifisso


Informazioni e prenotazioni - 0578 755118
10.00 - 13.00       15.00 - 19.00

Il Teatro Povero ringrazia:
La
Corale di Pienza “Benvenuto Franci” ed il Maestro Marco Zullo ; per i costumi Mimma Salvatori; un ringraziamento particolare per la disponibilità e la collaborazione va alla Parrocchia di Monticchiello nella persona del parroco Don Carlo Prezzolini.



Crocifissione (particolare)
Pietro Lorenzetti
Assissi - Chiesa inferiore di San Fancesco

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